Un groviglio di cavi: consigli e trucchi per l’ufficio e la casa

Il problema è vecchio quanto l’esistenza dei dispositivi elettrici: questi funzionali ausili possiedono tutti un filo attraverso il quale forniscono corrente elettrica – ed è raro che vi sia una presa nelle immediate vicinanze. Ecco quindi che, in ogni stanza della casa, si aggirano delle vere e proprie serpentine di cavi, spesso allontanate da prolunghe a presa multipla. Il risultato viene spesso definito a livello colloquiale come “groviglio di cavi”.

Punto primo, è orribile, anche se a casa ci sono ancora molti cavi dei dispositivi ad installazione fissa, quali televisore, playstation o lampade a stelo, che possono essere messi dietro agli armadi, sotto i listelli o i tappeti. Per gli apparecchi meno usati, quali aspirapolvere o ferro da stiro, ci ha già pensato l’industria ad escogitare un modo scaltro per riporre i cavi. Per quanto riguarda l’ufficio, il “tema” del groviglio di cavi è invece ancora una pentola che bolle. Basta dover sostituire o spostare anche solo un dispositivo che si scatena subito il subbuglio per decidere quale tirocinante debba lanciarsi nel garbuglio di cavi sotto le scrivanie, pieno di gomitoli di polvere lanosa, per carpire i fili da dividere, lottando subito con un cobra fatto di tortuosi e caotici lacci.

Per esperienza, quasi nessuno mette in pratica il solito proposito di riordinare l’intero groviglio per la prossima volta: la perla di saggezza molto citata “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore” si rivela sempre azzeccata. Ma bisogna dire che: se è possibile perdere di vista il problema, si è già a metà dell’opera per trovare la soluzione. Infatti, se nel campo visivo non ci sono cavi così lunghi, è difficile inciamparvici sopra. Il pericolo più grande sta proprio qui quando si tratta di questo argomento, che altrimenti normalmente è solo fastidioso: il potenziale di inciampo. Un cavo che pende malamente dalla scrivania o è tra i piedi per terra può letteralmente far cascare dalla sedia quando ci si alza. E una prolunga appoggiata un po’ a caso può far cadere il collega sovrappensiero che analizza un documento mentre cammina.

In un caso o nell’altro, è fortunato chi trova una postazione di lavoro ordinata. Con un paio di semplici consigli e stratagemmi è possibile fare fin da subito un po’ di normale ordine... e non per forza deve costare molto. Ovviamente numerose aziende offrono anche soluzioni ben meditate riguardo alla disposizione dei cavi; e chiunque debba arredare un ufficio dovrebbe ad ogni modo dare un’occhiata all’assortimento del fai-da-te locale.

Ma anche la scrivania piena di cavi, sia essa a casa, in ufficio o al co-working, può essere rimessa in sesto con un paio di astuzie.

Mollette, grondaie e rotoli della carta igienica

Se nella postazione di lavoro si iniziano a vedere, a parte i cavi di rete, una gran quantità di altri tipi di cavi lasciati allo stato brado, è necessario per prima cosa esaminare questo luogo. Non è raro, infatti, che proprio qui i cavi di rete di monitor, PC ed eventualmente stampante e scanner penzolino dietro il tavolo. Anche sulla scrivania si arriva ad avere tutto un armamentario di dimensioni infernali tra hard disk esterni, fotocamere, tablet, smartphone ed altri gadget affamati di corrente elettrica, fino ad arrivare a firewire USB e cavi thunderbolt.

Il primo passo verso l’ordine è sempre lo stesso: sbarazzarsi delle cose inutili. Controlla con molta calma e rigore tutto questo caos; e se l’allaccio della stampante, non utilizzato ormai da tanto tempo, si deve buttare: ogni cavo in meno aiuta. Punto due: le cose che non per forza servono sulla scrivania dovrebbero sparire in un cassetto. Per evitare che però lì si formino dei nodi gordiani si consiglia di trovare un modo delicato per il materiale per poter avvolgere i cavi (seguendo il modello usato per avvolgere la corda da montagna). Ma attenzione: non “attorcigliare” mai il cavo, ma seguire sempre il naturale movimento del tessuto o della stoffa di collegamento, poiché altrimenti si possono danneggiare le fibre conduttrici al loro interno o si possono torcere completamente.

Una soluzione astuta e comoda per mettere in ordine i cavi proviene dal riciclaggio: il tubicino in cartone alla fine di un rotolo di carta igienica ha un enorme potenziale quando si tratta di fare ordine. Collocare vari rotoli di carta igienica vuoti nel senso dell’altezza sul cassetto, non tenere lontani i cavi che ci servono e prendere velocemente in rassegna l’assortimento. Sul piano della scrivania è possibile fare ordine con un altro articolo proveniente dal settore domestico: la molletta. Qualsiasi cavo di ricarica dello smartphone che sia stato ben arrotolato conserva solo con la forza la sua forma innaturale; ecco perché una molletta potrebbe contribuire a mantenere un aspetto ordinato. Ecco un’altra possibilità d’impiego: inserire il cavo arrotolato nel piccolo foro pensato per il filo della biancheria e agganciare all’angolo del tavolo. In questo modo, i cavi pendono ordinatamente e in fila come una tenda antimosche davanti al piano della scrivania e si possono afferrare immediatamente. Una terza possibilità, anch’essa economica ed acquistabile a metri in un negozio fai-da-te: fissare sul lato posteriore del piano della scrivania grondaie, canali o tubi di scarico tagliati a metà; essi possono ospitare i cavi sia in modo sicuro che lontani dal pavimento.

Fascette serracavo e guaine per cavi

I cavi penzolanti potrebbero diventare un problema se una scrivania è collocata in mezzo alla stanza e non contro la parete. La possibilità più semplice è sicuramente quella di raccoglierli con delle fascette serracavo e di spostare quindi lo spesso mazzetto di cavi dalla scrivania sul listello di prese multiple. Probabilmente è possibile mettere e fissare una tale alimentazione multipla anche sul tavolo dietro al monitor del computer o della stampante, meglio se dotata di un interruttore di accensione e spegnimento. In questo modo, c’è un solo cavo che porta alla presa. Una variante delle fascette serracavo è la guaina per cavi. Esteticamente non troppo diversa da un tubo dell’aspirapolvere, ma dotata di una fessura laterale, essa può racchiudere a seconda del diametro una quantità maggiore o minore di cavo. Una soluzione un po’ più costosa è una guaina a spirale per cavi professionale, disponibile presso rivenditori specializzati; essa fornisce una stabilità aggiuntiva all’intera struttura.

Scatole per cavi

Sono diversamente più eleganti le nuove scatole per cavi di noti produttori, il cui dimesso groviglio di cavi nei loro atelier di design è noto da tempo per essere un pugno in un occhio. Non si può spiegare in altro modo altrimenti l’attuale esistenza di una gran varietà di scatole per cavi, cassoni per cavi, scatole di giunzione per cavi e persino bidoncini per cavi. I prezzi oscillano tra i 5 e i 500 euro a seconda del design. Il principio è sempre lo stesso: tutti i cavi di rete vengono condotti all’interno attraverso una fessura o un foro situati a lato della scatola e inseriti tutti insieme in uno o più listelli di prese multiple. Dall’altro lato fuoriesce il cavo principale che rifornisce di corrente l’intero ufficio. Una scatola per cavi, inoltre, si può realizzare autonomamente con un po’ di abilità artigianale; da una scatola per le scarpe o una scatolina di legno ad esempio. Con queste soluzioni bisogna tuttavia fare attenzione a una cosa: a seconda dello stato delle installazioni elettriche domestiche, potrebbe accadere che il fusibile di sicurezza salti se il carico di una presa elettrica è eccessivo. Inoltre, in base al numero di dispositivi che assorbono la corrente in ufficio, si consideri eventualmente che è utile suddividerli in due prese di corrente assicurate ed indipendenti.

Canaline per cavi

Anche nei casi in cui c’è solo un cavo di corrente o una corda legata che va dalla scrivania al pavimento, a volte si ha ad ogni modo proprio bisogno di una presa di corrente, ma sulla parete non c’è. Non rimane quindi nient’altro da fare se non interrare di nuovo un cavo. Il problema lo conosce sicuramente anche chi ha a casa un sistema surround o un impianto hifi con due scatoline satellitari e un subwoofer: in queste stanze ci sono tratti infinitamente lunghi di cavi che scorrono sul pavimento lungo le pareti. La soluzione si chiama “canalina per cavi”. Da un lato, il classico cavo bianco dei vari cavi presenti verrebbe nascosto in una sorta di guida scorrevole sotto un coperchio in plastica e condotto lungo una parete. Ognuno dovrà poi valutare autonomamente se la carenatura bianca in plastica si intoni meglio alla parete rispetto ad un singolo cavo. Una canalina per cavi che ha anche un secondo scopo è sicuramente più bella, ad esempio quando funge anche da zoccolino. Nei comuni fai-da-te esiste una vasta selezione di modelli di questo genere e, con un po’ di fortuna, riescono ad entrare nell’anello usato per appendere i listelli. Così i cavi scorrono dietro ordinatamente da A a B in binari di guida; in alcune case, soprattutto in quelle di vecchia costruzione, esistono anche listelli a muro obsoleti sopra al parquet che, perlopiù, sono concavi; anch’essi possono essere utilizzati come canaline per cavi. L’integrazione di una comune canalina per cavi, a seconda del modello, potrebbe mantenere l’ordine anche sulla scrivania: ci sono persino modelli speciali con labbra di gomma, in cui è possibile infilare ed estrarre a piacere i cavi.

Pannello a muro per cavi

Alcuni creativi contemporanei vedono il problema del groviglio di cavi come un’opportunità di abbellire le proprie quattro mura. Ecco allora che con un panello a muro per cavi si possono davvero sbizzarrire. Chi riesce a far passare tutti i cavi su un lato della stanza può nasconderli avvitando un pannello a muro per cavi. Legno, MDF, alluminio o plexiglas sono particolarmente adatti allo scopo; si avvita la seconda parete ad un paio di centimetri davanti alla parete vera e propria... ed ecco che tutti i cavi scompaiono. La creatività non ha limiti: un pannello a muro separato, sia che sia una semplice struttura bianca sia che presenti strisce luminose a LED sul retro come fonte d’illuminazione indiretta nella stanza, può diventare di tutto e di più, da un supporto discreto a una decorazione appariscente.

Contenitori per cavi

Infine, un consiglio per le persone che vivono in case con le prese in alto. Loro spesso non possono fare altro che ricaricare il proprio cellulare, tablet o lettore MP3 facendo pendere il cavo di rete, che, a lungo termine, si ripercuote pesantemente sul materiale, facendo sì che i punti di contatto tra cavo e spina vengano continuamente tirati e piegati. Un aiuto in questo caso sono i contenitori per cavi disponibili in commercio, che utilizzano l’alimentatore stesso come gancio. Il dispositivo si trova quindi sul gancio, come su un’amaca in plastica o legno; si tratta di un’apparecchiatura che può essere costituita anche con una piccola cesta, una scatola o un bicchiere in cartone.

Ma è la sicurezza ad essere il pensiero predominante: i dispositivi che diventano molto caldi durante il processo di ricarica non devono essere messi in un cartone e o in un pacchetto di plastica chiuso. E i cavi che spesso vengono fatti passare per la stanza dovrebbero distinguersi cromaticamente dal pavimento; molti produttori offrono listelli di prese colorati, ad esempio in rosso accesso. Per gli appartamenti o gli uffici a cui hanno accesso animali (soprattutto roditori), la regola in genere è quella di non lasciare liberi i cavi di corrente.

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